lunedì 12 dicembre 2011

La nuova Corte di RE GIORGIO brilla in Via Manzoni_Milano

                                                 




Da nemmeno un mese Re Giorgio inaugura una nuova Colonia in Via MANZONI_ Armani Luxory H. Finalmente il Made in Italy da Dubai torna in ITLALy. Ieri sera camminavo per le strade del centro di Milano, peraltro ornate molto bene da un Natale rigorosamente Glam ma nello stesso tempo caldo e sfavillante. Molto cuorioso nel vedere questo nuovo Lounge, siamo approdati da Armani H in via Manzoni. Senza perderci in tediosi particolari tutti gli elementi di design_Location_servizio_accoglienza_ qualità_ convergevano su un saldo TOP Level inscalfibile, solo a mio parere un surpluS di Pricing da rivedere, ma a fronte di  tutto ciò, ci passiamo su volentieri _ Il VALORE AGGIUNTO è sacrosanto- Bisogna celebrarlo PAGANDO_ Leggiamo insieme una rapida intervista fatta al nostro Armani, personaggio che a mio avviso nonostante tutto ha conservato una grossa parte HUMAN_  
       E' il mio atto d'amore verso Milano, la città che amo e nella quale sono arrivato alla fine degli anni '50 senza sapere fare nulla, ma dove sono stato travolto dala voglia di fare tipica di quel tempo», ha detto lo stilista. Sarà un luogo per gli stranieri di passaggio, «perché già il mio ristorante Nobu è il luogo più internazionale di Milano, ma anche per i milanesi: la lounge e il ristorante sono aperti al pubblico e aiuteranno a tenere viva via Manzoni anche la sera. Il bello di Milano è proprio che è un piccolo villaggio in cui si può andare a piedi ovunque». 
.. ovunque ma non chiunque!

Claudio Nicastro

giovedì 27 ottobre 2011

SORRENTINO_ MUST BE the TOP


This MusT Be the Place_  Must be a big SUCCESS.
Ne siamo tutti certi; Sorrentino ha veramente fatto centro. Il  Sorrentino MADE IN ITALY,  ci rende orgogliosi dell'imperfetto ma geniale stivale. Surreale, polisensoriale; esilarante, questi i primi  agettivi che mi vengono in mente senza nemmeno averci pensato su troppo. Un film dai mille colori, dai mille odori_ Comicità virale_  sottile tragicità,_ il tutto sullo sfondo dei ritagli più glam e silenziosi di ny e Londra_ sulle traccie del crucco gerarca_ Una comunicazione totalizzante, il tutto avrebbe avuto un gran senso anche senza trama. Un prodotto cinematografico moderno_futuristico- strutturato sulle tragedia di un non lontano passaTo.
Non dico altro. You Must enJoY iT_

Claudio Nicastro

      

martedì 4 ottobre 2011

L' HIGH advertising diventa VIGNETTA_

                           
Ben trovati follower_
Qui insieme in questo momento, per razionalizzare  su una percezione che avverto sempre più forte_
L'HIGH adv. diviene vignetta. Grossi Brand made in italy or not_ comunicano i loro valori "cover image" avvalendosi di colori fluo racchiusi in timide ed incerte tracce di matita_ e quindi ??? Ma come e quindi.. siamo nll'era 3D, nn lo trovate quantomeno singolare? Cos è una sorta di Glocalismo di immagine- Vediamo qualche esempio.. partiamo dal vertice di valore aggiunto- Un bossBranD che profuma di un misto di pellami pregiati, flash rubati, ed international Glam. E lui  HERMES  guardate .. linee sottili, colori quasi impercettibili, il tt molto bambinesco, insicuro, sottile _ pacifico, naif.  Uno de colossi del lusso internazionale si esprime e si racconta a matita. Ma andiamo avanti, è venuto il momento di uno dei miei LOvE BranD VOLkSWAGEN, si proprio il forte gruppo tedesco,  tecnologia _ forza_ affidabilità, questa la Brand equity  espressa nell'ultima clip VideO,  riassunta in un "tenero" Disegno chiaramete espresso con i colori del marchio . Ci si sofferma su REDBULL passando per FIAT e Audi   immaginando il sapore di PRADA CANDY, brand di alto e medio valore aggiunto si manifestano con colori timidi o fluo,  bianco e nero e forme stondate. Mi concederete una piccola deformazione professionale inserendo in questa rosa di Modaioli Brand  BRiTiSH Flex my creature  che in questo ultimo anno ha vissuto un fisiologico processo di evoluzione immagine, planando, forse per poco, sul concept VIGNETTA_ tutta colpa del BRAND MANAGER. L' HIGH advertising diventa VIGNETTA_

Claudio Nicastro

lunedì 29 agosto 2011

L'estate 11 scioglie il Brand Manager


Lunedi 29 Agosto, si torna in ufficio.
Sono io, Claudio Nicastro, copywriter del mio Blog, poche ore e rindosserò una delle mie camicie R.L monocromo color pastello, dei pantaloni Positano di cotone a righe, bag lavoro , Laptop e riprenderò possesso della mia scrivania. Mi sento energico creativo,un pò un bambino il primo giorno di scuola, grazie estate 2011. Se avete dato solo un occhiata ai contenuti di questo blog, avrete capito che mi occupo di marketing, quindi strategie, scadenze, obiettivi, calcoli di redettività. Fortunatamente amo il mio lavoro, ho una predisposizioe naturale per certe cose. Parlo cosi ora, il 30 Luglio nn ero propriamente della stessa idea.. Estate 2011 grazie, grazie davvero, via collo di camicia, cinismo, proiezioni, solo io. Il mio io offuscato da tutto ciò, io senza orologio, con larghe t-shirt "low profile", odori, calore, luce. Pelle abbrustolità al sole e nel  mezzo persone ritrovate laciate tanto tempo fà. Una manager Axentur, dal sorriso contagioso, un simpatico team manager IBM, un'amica tornata da L.Angeles,e un cugino riscoperto nella sua piscina, e poi Ponza. Una colorata isola, meravigliosamente selvaggia, al contempo modaiola e festosa. Vecchi amici Pr delle disco rOMne che fanno storia, e il piacere di vedere mia madre ballare ad un Pool Party con il drink in mano.
Benessere, il benessere è direttamnete proporzionale alla possibilità che ognuno di noi ha di tornare allo stato "madre" ritornare alla sorgente , dove sguazza l'io giocoso, lbero, frizzante, aimè a volte soffocato dalle atttività quotidiane . Lui vive li, a volte è benefico assecondarlo-
L'ESATE 11 HA SCIOLTO  il Brand Manager_

venerdì 24 giugno 2011

Dalla Sezione News e GlaM "Chapeau per Draghi, fa scacco matto, il trono della B.C.E ora è suo"

                                                            
                                                      
Roma, 24 giu. - Mario Draghi sara' presidente della Bce. L'investitura ufficiale e' arrivata dal vertice europeo dei capi di Stato e di governo dei 27. Draghi succedera' a Jean-Claude Trichet dal primo novembre. A dare notizia della nomina e' stato, in un messaggio su "Twitter", il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, mentre la riunione era ancora in corso. "Profonda soddisfazione" a nome dell'Italia e' stata espressa dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Siamo certi che Mario Draghi sapra' pienamente corrispondere alla fiducia manifestatagli dalle autorita' italiane e europee guidando con mano sicura, in una fase difficile, l'istituzione che opera a Francoforte", ha detto il capo dello Stato. "Un grande successo dell'Italia e del governo", ha commentato il premier, Silvio Berlusconi, che ha detto di aver fatto personalmente le congratulazioni a Draghi durante un colloquio telefonico. Il via libera definitivo alla nomina era condizionato all'uscita di Lorenzo Bini Smaghi dal board dell'Eurotower, come prevedeva la bozza delle conclusioni del vertice, risultato di un compromesso con le richieste francesi che hanno impedito l'annuncio gia' ieri.
  La mossa di Bini Smaghi, che ha comunicato telefonicamente a Van Rompuy e al presidente francese Nicolas Sarkozy che e' pronto a dimettersi entro l'anno, ha sbloccato la situazione.
  Il problema, sollevato dai francesi, che aveva rallentato la nomina di Draghi, era l'eventuale presenza di due italiani e l'assenza di un rappresentante di Parigi nel board dell'Eurotower. La doppia telefonata di Bini Smaghi ha consentito di superare l'empasse. L'esponente del board della Bce resta peraltro tra i nomi piu' accreditati per la successione di Draghi alla guida della Banca d'Italia, insieme al direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, e al numero due di Palazzo Koch, Fabrizio Saccomanni. La decisione sulla nomina di Draghi, per il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, "premia certamente le indiscusse competenze del Governatore della Banca d'Italia ma anche l'affidabilita' e la solvibilita' del sistema finanziario italiano quali sono stati garantiti dalla rigorosa politica di bilancio e dalle riforme di regolazione della spesa nei grandi aggregati di finanza pubblica". L'annuncio dell'investitura ufficiale e' stata accolto con un caloroso applauso dalla direzione nazionale del Pd. "Non dimentichiamo che oggi in Europa arriva un volto dell'Italia, cosa alla quale non siamo abituati in questi ultimi tempi", ha detto Pier Luigi Bersani. "Compiaciuta" la cancelliera tedesca, Angela Merkel

domenica 17 aprile 2011

ANCORA MiLANo - L'unica Glam-Design Capital Made in Italy - Questa Volta insegue LA LUCE -FIERA DEL MOBILE 2011



Seguiteci in questo folle e colorato viaggio attraverso tutte le novità che giungono dal Salone del Mobile 2011. Rifatevi gli occhi e sognate case con questi pezzi unici di arredo

Superfici lucide e trasparenti, materiali avanguardistici e creatività che esplode in ogni angolo; è il Salone del Mobile 2011 che si conclude a Milano il 19 aprile. Non potevamo non catturare le ultime novità e raccontarvi le ultime tendenze in fatto di design ed arredamento, ecco quindi alcune delle proposte più intriganti.
Kartell, annuncia la collaborazione con Etro che realizza una rivisitazione della classica poltrona Pop Duo disegnata da Pietro Lissoni, cambiandole veste e tessuto e aggiungendo un tocco di Art Deco in stile novecentesco grazie al'iconico motivo paisley e alle fantasie black & white. Kreoo by DECORMARMI presenta Pavè Collection, evoluzione del sistema di sedute Pavè (per interni ed esterni). Pavè Log è una deliziosa panca da esterni e interni. Alle originali basi in marmo viene sovrapposta un’unica asse in legno di larice che, in linea con l’appeal fortemente materico di tutta la collezione, è proposta con un effetto sabbiato che mette in particolare rilievo le unicità morfologiche del legno.

Mila Shön propone in collaborazione con arsprima, associazione culturale per le arti contemporanee, la seduta design ö-chair. La seduta declinata nelle due varianti di colore - bianco e nero - è stata infatti rivestita da una texture dai richiami anni '70, disegnata ad hoc dall’eclettica artista Eloisa Gobbo in collaborazione con l’azienda di tessuti d’arredamento Prima Linea già licenziataria per la linea Mila Schön Home che per la prima volta presenterà tutta la collezione tessile per l’arredamento. Il designer Giampietro Preziosa, affiancato nel progetto dalla storica azienda Cmodonutti specializzata nella realizzazione di sedute in stile, ne ha invece ideato  il concept e design sinuoso e vintage nelle fantasie.

Infine anche l'eco vuole la sua parte; Balance, la nuovissima collezione di lampade, proposte dal designer Fritsch-associés per l'azienda Axo-Light, un progetto armonico e affascinante anche dal punto di vista delle scelte tecnologiche e di eco-compatibilità. Lampada dalla struttura sottile che poggia su un abile gioco di pesi e contrappesi per giungere all’equilibrio perfetto tra leggerezza e forza.


Hermes al Fuori Salone 2011: la prima collezione di design del brand

Domenica, 17 Aprile 2011.
                        hermes casa

Il marchio di moda Hermes non poteva esimersi dal partecipare al Fuori Salone 2011, evento realizzato in concomitanza con il Salone del Mobile, che chiudera’ i battenti proprio nella giornata di oggi. Non e’ un caso che il fashion brand abbia deciso di unirsi alle celebrazioni del design: proprio quest’anno Hermes ha lanciato la sua prima collezione di arredamento per la casa, con tutta una serie di tessuti d’arredo, di mobili dal gusto contemporaneo, ma anche di tappeti e di carte da parati. Per rendere la nostra casa in perfetto stile HermesIn questi giorni di Salone del Mobile 2011, Hermes ha scelto come location per il suo evento Fuori Salone La Pelota di via Palermo: in un allestimento molto interessante sono stati presentati i mobili e i complementi d’arredo che il marchio di moda ci ha proposto. La location e’ stata curata dagli architetti Shigaru Ban e Jean de Gastines, che conosciamo per la realizzazione del Centro Pompidou di Metz.
 La collezione di arredamento e’ curata da Pierre-Alexis Dumas, il Direttore Creativo del marchio di moda che ci propone sempre i suoi colori e i suoi design di tendenza. Stile che ora viene anche applicato anche ai mobili che fanno parte della nuova linea. Il fashion designer del gruppo e’ stato aiutato in questo lavoro da Enzo Mari e Antonio Citterio. Non solo i nuovi mobili sono stati messi in mostra: anche una famosa sedia Hermes, che venne realizzata da Denis Montel, direttore artistico di RDAI, insieme al designer francese Eric Benqué, e’ stata proposta al pubblico in questi giorni di Fuori Salone 2011.

Per chi volesse acquistare l’arredamento di Hermes, sappiate che i mobili e i complementi d’arredo saranno messi in vendita solamente a partire dal prossimo mese di settembre 2011.

lunedì 11 aprile 2011

British Flex - L'Inglese dell'Italia CHE





British Flex L'inglese Dell'Italia CHE
   
Partiamo proprio dal  Claim per spiegare a chi è rivolto Britsh Flex.  British Flex è L’inglese dell’Italia che.. Si Muove – Che Lavora – Che Cresce – Che evolve - Che si allinea agli assets Internazionali, Che grida   il suo Talento al Mondo.  UN Mondo Che parla Inglese.
 Non è di certo una colpa per un profilo Italiano non conoscere L’inglese, considerando ancora la scarsa attenzione delle scuole basilari al problema. Dopo tanti anni di Formazione, durante i quali collezioniamo  Lauree; Master; Dottorati di Ricerca, veniamo priettati in  contesti   dove questi Titoli spesso perdono di Valore-
Perdono di valore,  li dove non abbiamo una base Linguistica  che ci consenta quanto meno di poter affrontare dinamiche  basilari in Lingua Inglese. 
E’ a questo punto che entra in scena  British Flex, L’Inglese dell’ITalia CHE

                            
                              GO ON NEW THE NATIONAL WEB SITE RIGHT NOW

 

Elkann " Il problema di chi ha una personalità variegata, e' che la gente tende a vedere solo il tuo Peggio"

A 18 anni ho fatto l’operaio in Piaggio sotto falso nome - ricorda. - E ho anche scioperato. "Il sogno di quando ero bambino? Creare, vedere le cose che avevo in testa realizzarsi, dice Lapo. "Mi è sempre piaciuto costruire prodotti. Non sono ne un uomo di moda né un uomo che ama la moda: sono un uomo di stile e che ama lavorare sullo stile. Quando mi definiscono un uomo di moda mi fa incazzare: per avere il motorino ho dovuto vendere i vestiti a scuola", afferma Elkann.
Al quale viene poi chiesto delle proprie tendenze politiche: "Sono per un paese sempre migliore, sono per il progresso. Se il progresso è di sinistra ben venga la sinistra, se è di centro ben venga il centro, se è di destra ben venga la destra. Il progresso è iniziare a apportare meritocrazia in tutti i sistemi. Lo dice uno che è privilegiato. In molte posizioni-chiave degli enti pubblici non c’è sempre gente all’altezza, quasi nessuno è di spessore internazionale. Se uno vuole vendere un paese almeno deve parlare inglese!".
"L’Italia - continua - è un gran paese, il problema è che a volte c’è troppo individualismo. Bisogna sottolineare i valori, in Italia c’è tanta qualità. Se questa qualità è in grado di coalizzarsi e lavorare insieme, questo paese ha miliardi di potenzialità".
Sui rapporti con i familiari: "Di Edoardo ricordo la sensibilità oltre misura che non riconosco in nessuno oggi al mondo. Di Giovannino un senso del dovere e una bontà d’animo che sono rare qualità". Poi un passaggio sulla madre: "Le difficoltà e i problemi e le complessità che possono essere avvenute negli anni non mi tolgono dal pensiero che mia madre è mia madre e sono sicuro che il futuro porterà a cose positive".
Chiusura sulle passioni, calcio e donne: "Nella finale di Champions tra Inter e Bayern ho tifato Inter. Se sono innamorato? Sono felice. Mi si affibbiano tante donne, ma in fondo e ho amate solo due. Quella con cui sono stato anni fa e quella con cui sono oggi".

sabato 5 marzo 2011

Dalla Sezione NEWS&GLAM Porte in faccia per chi ancora crede che uno Stasus Simbol possa Bastare-

 

 "Il Nuovo Lusso non fa Sconti-"

 








La filosofia del “New Luxury” si assesta in cinque tendenze legate al bisogno assoluto di qualità,  secondo un’idea di Francesco Morace. Ma in termini di strategie, dove sta andando il settore del lusso per stare al passo del nuovo concetto di lusso e per far fronte alla crisi?

Il lusso è morto, viva il lusso! Così ci viene da commentare se analizziamo le dinamiche in atto nel mondo del lusso che gravita intorno alla moda.
Mentre l’opulenza sfacciata appartiene al passato, riscontriamo ora che la ricchezza  si coniuga con la coscienza, le emozioni, la cultura. E si personalizza sempre più per dare ad ognuno il proprio stile. Si delinea così un nuovo concetto di lusso, esclusivo e mirato, che appaga i cinque sensi e fa vibrare anima e cuore, traducendosi nel piacere senza prezzo di circondarsi di raffinatezza, rarità, esclusività, artigianalità, servizio superiore, “eternità”.
Miuccia Prada
Miuccia Prada
“Amo il bello, l’intelligente, il curioso, il non banale. Ogni tanto tutto questo coincide con il costoso, ma il prezzo non ha niente a che fare con il lusso” ha dichiarato la nota stilista Miuccia Prada.
“New Luxury” lo ha definito il noto sociologo Francesco Morace, individuando gli scenari del futuro in cinque tendenze legate al bisogno assoluto di qualità, e precisamente:
  • 1) l’esperienza straordinaria (ad esempio, regalarsi un anello Trilogy);
  • 2) il lusso giocoso (divertirsi con capi di moda eccentrici);
  • 3) la supergriffe (puntare su prodotti diversificati di marchi prestigiosi);
  • 4) l’eccellenza tangibile (arredi eco-funzionali e firmati);
  • 5) il lusso e la perversione (uscire dai canoni del consueto per esplorare nuovi territori).
Jean Castarède
Jean Castarède
Lo studioso francese Jean Castarède nel suo libro “Le luxe” va ancora oltre affermando: “Il lusso non è un oggetto, ma un segno. Distintivo, sempre più soggettivo”. Quindi, ben lungi dal mero possesso di un bene costoso. Semmai conta lo spessore culturale e sentimentale del prodotto per passare dalla “distrazione”, ormai divenuta cosa vana, alla “discrezione”, ovvero all’interiorizzazione delle esperienze.
Trattasi di un fenomeno altamente pervasivo, che coinvolge moda, design, gioielli, vacanze, cibo, sessualità e viaggia nel profondo, senza ansie di visibilità: “Il nuovo lusso evita ogni ostentazione fino a scomparire” osserva la celebre gallerista milanese Carla Sozzani, anticipatrice di trend.
James B. Twichell, professore all’Università di Gainesville in Florida, in “Living it up: our love affair with luxury” sostiene proprio questo concetto allorché scrive la frase lapidaria: “Non è più quello che abbiamo che ci fa raggiungere la felicità”.La felicità, piuttosto, deriva da come siamo, dal nostro stile di vita, che orienta le scelte di acquisto e di possesso in un senso oppure in un altro.
Aggiunge un altro famoso sociologo, Gianpaolo Fabris, ne “Il nuovo consumatore verso il Postmoderno”, che il lusso deve essere culturalmente attuale, olistico, cioè deve giocare a tutto campo, in un mix di spirito e corpo.
Si delinea chiaramente, pertanto, l’idea d un lusso su misura, personale ma globale, sexy ma garbato, fantasioso ma semplice, in grado di rendere irripetibili certi momenti e le persone che li vivono.
Fin qui la “filosofia”, che tutti i colossi del lusso sostengono di condividere, di assecondare, di promuovere. Ma concretamente oggi, in termini di strategie, dove sta andando il settore?
In effetti per molti big negli ultimi anni sono venuti al pettine parecchi nodi di una crisi iniziata ben prima dell’attacco alle Torri Gemelle e, per altri aspetti (vedonsi i recenti crack finanziari a stelle e strisce), ancora viva più che mai. Tutti sperano nella durata del boom dei consumi griffati in Cina, Russia, India, Emirati Arabi, ma confidano pure nel ritorno allo shopping degli Americani, molto rapidi a rallentare gli acquisti quando le cose vanno male, ma rapidissimi a sfoderare le carte di credito quando il sereno si staglia all’orizzonte. E chissà che anche stavolta lo zio Sam non riesca a rialzare la testa prima di quanto ci si aspetti.
Un modello di business vincente, comunque, non esiste: non si tratta di scegliere a tavolino se è meglio l’azienda monomarca od il gruppo multibrand. Quello che conta davvero è il valore del marchio. Se il marchio è forte, è meglio restare soli, perlomeno nel breve termine. A lungo andare, forse risulta migliore il paradigma multimarca, perché bilancia i rischi e consente di disporre di risorse economiche ingenti. Ma è anche più lento nel rispondere ai mutamenti dei gusti.
Pr quanto riguarda specificamente i gioielli, sono due le nitide tendenze che animano il settore: la produzione di marca ad alto valore aggiunto di creatività continua a segnalare una crescita delle vendite, mentre la gioielleria anonima versa in una crisi sempre più nera.

lunedì 28 febbraio 2011

Dalla sezione NEWS e GLAM: Il Gigno Nero - FUOCO IN SALA.






 

Finalmente nelle sale Italiane " Il Cigno Nero" 
Una boccata di ossigeno dopo mesi di Checco Zalone; Qualunquemente ed altre fiere della banalità a basso valore aggiunto, che però piacciamo cosi' tanto all'Italiano Medio-
Chapot per  Darren Aronosfsky, il film è assolutamente all'altezza della lunga e chiecchierata attesa che da Venezia aleggia intorno alla sua creazione.
Regina indiscussa dal palco a realtà, Natalie Portman, a mio parere gia sul red carpet della notte degli oscar, superba interpretazone...
La pellicola tiene assolutamente inchiodati alla poltrona, senza un attimo di distrazione.
Si rivive in apnea  la storia del "Cigno Nero" capolavoro dal  tragico epilogo, lanciati in un veloce e ingannevole vortice emotivo che mischia il bianco ed il nero, il bene ed il male inseguendo una perfezione ormai malata ..Luci   immagini, sounds, Locations giocano di antitesi , disegnano i particolari di un animo puro, sempre più contaminato e corrotto da  irresistibili perversioni umane. Un viaggio solo andata verso il male, una veloce escalation in cui sono gli animi più torbidi e neri a calcare la scena, per poi esplodere nell'atto finale in cui il male danza con tutta la sua forza e il suo fascino impadronendosi del palco. Il cigno bianco sfiora finalmente la tanto cercata e agoniata perfezione, prima di spegnersi sotto frastuono di applausi.

E voi.. Cigno Bianco o Cigno Nero?  . Buona Visione


Claudio Nicastro

domenica 6 febbraio 2011

Citysumers", l’era del consumatore urbano alla conquista della città

Ricche di contatti e opportunità, le città fungono da calamita, attirando flussi continui di talenti e innovazioni: Tokyo e New York, per esempio, hanno un PIL comparabile a quello di Canada o Spagna. La nuova sfida del consumo arriverà dai grandi agglomerati cittadini: entro il 2050 la popolazione urbana sarà il 70% del totale. Se il business vorrà crescere, dovrà essere pronto a soddisfarla. Le città indiane potrebbero generare il 70% di nuovi posti di lavoro entro il 2030; l’economia di Shanghai rappresenta il 13% del prodotto interno lordo cinese, ospitando meno del 2% della popolazione del paese asiatico.

La città come terreno di cultura del consumo - L’osservatorio Trendwatching spiega come attualmente “urban culture is the culture”, quindi, dalla città non si scappa: le nuove tendenze nascono e si sviluppano nell’area urbana, luogo in cui i nuovi consumatori, denominati “Citysumers” ( city+consumer) cercano in continuazione nuovi canali, nuove connessioni, con una continua voglia di sperimentare e di lanciarsi in nuove esperienze. Il risultato di questo dinamismo urbano si riflette nell’emergere di una nuova classe media, circa 2 miliardi di persone, potenzialmente pronte a spendere 6,9 trilioni di dollari l’anno. Un esempio è la comunità cinese che in poco tempo è passata da una mentalità della “sopravvivenza”, in cui si spendeva solo per lo stretto necessario, ad un’attitudine più possibilista: il 54% dei cinesi è ormai desideroso di avere uno stile di vita più ricco e diversificato. “Oggi le città tornano ad essere luoghi di produzione di nuove tendenze, dichiara ad Affaritaliani.it il sociologo Francesco Morace, che pone l’accento sulla dimensione urbana come laboratorio di nuovi stimoli. Le città di punta? “Sicuramente San Paolo del Brasile, Mexico City, Città del Capo, Sidney e Melbourne in Australia, Mumbai e Bangalore dove c’è la Silicon Valley indiana produttrice di ingegneri e programmatori con più di 10 milioni di abitanti”. Insomma tutti laboratori a cielo aperto che si affiancano a quelle che per anni sono state le capitali della moda e del design come Londra, Parigi, Tokyo. La novità è che altre città più alla periferia del mondo sono al centro della scena: “San Paolo, sottolinea Morace, è oggi la città più interessante del mondo, la più vivace e creativa, dalla pubblicità al design, con un mercato in grande sviluppo, entusiasmo e anche demograficamente una popolazione molto giovane in un paese che non ha vissuto la prima modernizzazione degli anni ‘60- ‘70 che ha invece caratterizzato l’Occidente, i paesi europei, gli Usa e il Giappone. Una fase di terza modernità oggi coinvolge le economie emergenti, e il cosiddetto Bric (Brasile, Russia, India e Cina) anche se oggi la Russia è un po’ in affanno”.

Cittadini orgogliosi e always on. Ecco i Citysumers - “L’Urban Culture è sicuramente un macrotrend che vede le città come centri propulsori energetici del pianeta e allo stesso tempo centri di gravità di servizi e luoghi, spiega ad Affaritaliani.it Elena Marinoni, Managing Director dell'Istituto di ricerca sui consumi GPF. Ma chi sono questi nuovi consumatori? “In termini di comportamenti, precisa Marinoni, sono persone in cui prevale un urban pride, ovvero l’orgoglio di essere abitanti di una città, con un potere di spesa più alto e un maggiore grado di informazione rispetto ad altre aree. In secondo luogo sono cittadini attivi, interessati a sfruttare le varie occasioni di vivere il contesto urbano e infine, caratteristica molto importante, sono sempre connessi, always on, attraverso smartphone, iPhone, iPad”. Una popolazione mediamente giovane, connessa e curiosa, di venticinque - trenta- quarant’anni che vive le città come fossero siti web, “ma non solo, aggiunge Morace, è una generazione molto coinvolta che comprende anche i senior e una classe sociale varia, in virtù di quella rivoluzione tecnologica che ha prodotto oggi una grossa democratizzazione dei consumi. Tutti oggi hanno i cellulari, dai ragazzini agli immigrati. Viviamo quindi un’estensione di privilegi che prima era riservati ai più ricchi”. La rete diventa il terzo braccio per sfruttare le possibilità delle città e viceversa.: “In certe città, racconta Morace, è come se ci fossero delle porte virtuali per entrare nel web. A San Paolo, per esempio, il wifi è molto esteso, ci sono negozi nei quali con il tuo cellulare puoi raccogliere informazioni. In Australia ci sono percorsi turistici nei quali se inquadri un determinato monumento ti viene raccontata tutta la sua storia. E’ una tabella a doppia entrata: la città ti introduce nel mondo del web e il web ti permette di vivere la città in un modo nuovo”. Quello che Google Earth attraverso applicazioni che permettono di orientarsi in città e luoghi ha capito prima di altri: l’incontro tra il reale e il virtuale. Più una città è grande, più è ricca di quartieri e stimoli, più si presta a questa sorta di caccia al tesoro che riproduce l’attività sul web.

Eco - urban, la frontiera dei brand di successo - Questi concentrati di attività e consumi sono quindi la chiave di lettura delle tendenze moderne, e in quanto tali, non possono che evidenziare una delle numerose opportunità del nostro tempo: “Go Eco-Urban”, la tendenza che sta facendo diventare le città luoghi di sviluppo sostenibile ed eco-innovazione. “Molti brand oggi sviluppano prodotti ad hoc per questi cosiddetti citysumers secondo strategie di marketing che vanno a declinarsi in modo dedicato a certi tipi di pubblico con caratteristiche precise”, sottolinea Marinoni. La dimensione social è sicuramente cruciale in termini di consumo. I social network vengono vissuti sia online che offline. “L’esempio più lampante, continua Marinoni, è il successo di Foursquare che celebra gli hotspot di una città e ad oggi è senza dubbio il social network più capace di raccontare questo fenomeno fatto da flussi di persone che si muovono, fanno il check-in in certi luoghi con una dimensione ludica molto accentuata che contribuisce a mettere in rete persone che non si conoscono ma che frequentano gli stessi luoghi della città”. Per i consumatori urbani infatti molti fenomeni sono mediati della rete, un altro esempio è rappresentato dal crowd-buying in città e “la case history più emblematica è sicuramente, come aggiunge Marinoni, il fenomeno Groupon CityDeal”, ovvero un portale dove si pubblicano giorno per giorno gli “affari” che si possono fare in città e che attraverso forme di associazionismo di consumatori possono arrivare a un prezzo molto più basso per servizi che di solito hanno standard di lusso. Sono queste dinamiche che fanno scoprire servizi della città poco conosciuti creando occasioni di supersconti dal 60% in su, legate al benessere, al cibo e a corsi di formazione atipici. Insomma, di nuovo, occasioni che fanno perno sull’essere cittadini. “La grande maggioranza delle marche, precisa Morace, si sta comunque muovendo in questa dimensione, a seconda del settore merceologico”. Il mondo delle auto lavora da tempo sulle city car e sulle forme di sostenibilità legate al vissuto in città con maggiore attenzione ai materiali. Ci sono poi aziende nel mondo del retail, come Muji, che da tempo dà spazio alla dimensione urbana del consumo. Tucano Urbano in Italia è un altro esempio di brand che nasce e si sviluppa sull’idea di chi si sposta in città e quindi propone accessori pratici per le moto. “Tutto il mondo dell’abbigliamento sportivo, sottolinea il sociologo, da Nike ad Adidas presta sempre maggiore attenzione agli sport urbani praticati in città e di conseguenza si trova a modificare su questi binari lo stile e la propria comunicazione”.

Nel nostro paese tutto orbita intorno a Milano e Roma dove certamente si concentrano cittadini che vogliono fruire della città con servizi diversificati, ma in futuro, come avvisa Marinoni, questo fenomeno contagerà le altre città italiane oltre ai grandi capoluoghi. “Di certo, osserva Marinoni, finora seguendo l’esempio positivo di marketing territoriale attuato da New York, Milano ha sfruttato le potenzialità del contesto urbano durante la settimana di Salone del Mobile nella quale ha saputo comunicarsi, attraverso un’ operazione di brandizzazione, come capitale del design nel mondo, sviluppando un proprio merchandising”. In generale a livello di marketing e comunicazione, tutte le strategie di guerrilla e marketing non convenzionale sfruttano il trend della cultura urbana. Un brand mondiale come Starbucks ha fatto ricorso (posizionando dei bicchieri di caffè su dei taxi, grazie a un magnete) a questo tipo di comunicazione che fa leva a situazioni che avvengono in città. Lo stesso vale per le strategie di retail dei temporary store che creano situazioni di shopping come fossero degli eventi speciali e ciò appaga il desiderio di essere continuamente sorpresi in città. “A livello di brand, conclude Marinoni, sono le multinazionali ad aver sviluppato questa attenzione ai mercati locali poichè più le marche sono globali più sono tenute a risolvere l’alone negativo di standardizzazione che c’è intorno a loro”. Da Nike a Prada, che per esempio ha realizzato borse con scritto Capri, fino alla stessa McDonald’s, i brand stanno imparando a modulare i propri prodotti sulla base dei cittadini con i quali parlano. In conclusione, nuovi linguaggi e nuove realtà estetiche stanno caratterizzando il mercato italiano, basti pensare alla crescente comunità sviluppata attorno agli appassionati di ciclismo in città, così come alla comunità crescente attorno allo skateboard fino ad arrivare al parkour. Cosa suggerire agli uomini di marketing? “Analizzate il fenomeno, assorbite gli aspetti di immaginario legati a un certo tipo di esperienza culturale, ma state attenti a contestualizzare il tutto”, avverte Morace.
allestimento salone del mobile 1
Un'immagine del Salone del Mobile a Milano
La tendenza in Italia –

sabato 22 gennaio 2011

DALLA SEZIONE News&GLAM L'IMPERATORE APPLE ROMPE IL SILENZIO

L'IMPERATORE APPLE ROMPE IL SILENZIO

THANK YOU STEVE JOBS


TALENTO


Nel  continuo vociare di questa nostra società,  dove lamentele e insoddisfazioni condivise, la fanno da padrone, finalmente una voce rompe questo noiosissimo coro.
Steve Jobs si svela e rivela durante un discorso tenuto alla Stenford University.
Davanti a noi, uno dei grandi imperatori dell'economia mondiale, un icona di potere della super class internazionale, appare come un  uomo assolutamente normale, dai toni  pacati  e tranquilli . In quelle parole all'inizio poco familiari, racconta della sua infanzia dei suoi primi anni di studio e della sua vita maledettamente normale..ma  ecco il suo discorso continuare,  e pian piano dalle sue parole inizia a manifestarsi una delle forze più potenti dell'universo, una  forza capace di  spazzare  via le folle,  e ristabilire l'ordine in pochi secondi, la forza alla base del tutto, di tutto quello, che di bello c'è al mondo.  IL TALENTO, si ,  una sola parola Talento.. puro, incontaminato, potente, autentico. Mentre ascoltavo, fui sorpreso da un icredibile energia.. che  mi ha attraversato da parte a parte, connettendosi al mio io  migliore. L'io  che rischia, che osa, che urla, che crea, che crede, che ama i colori accesi, L'io che  molte volte in un contesto di mediomen,  annoiato si addormenta. Talento sta per "Propensione naturale a.." ma nn solo, parlo a  tutti  coloro che si crogiolano  rassegnati sull'alibi di non possederne. Talento è energia, talento è provare,talento è rialzarsi e  cambiare forma, talento è euforia , pazzia, successo!!!    SIATE AFFAMATI, SIATE FOLLI


Grazie Steve Jobs  
  
Claudio Nicastro